Ballare, ai giorni nostri e nel mondo dei giovani, significa prima di tutto andare in discoteca, di notte, muovendosi al ritmo di musica. Oppure frequentare un corso di danza, hip-hop, balli occitani, tango argentino, e chi più ne ha più ne metta. Si distingue chi “è capace a ballare” e chi “non ha il senso del ritmo, non è capace”, come se fosse una dote di pochi eletti che sanno muoversi con la musica.
Penso in realtà che ballare, come cantare, come suonare e qualsiasi altra azione che abbia a che fare con la musica e, più in generale, con l’arte in toto, sia una caratteristica intrinseca all’essere umano. La musica è qualcosa che esiste in ognuno di noi, ognuno ha un modo diverso di intenderla, rappresenta qualcosa che sente dentro in modo del tutto unico.
Aprirsi e connettersi alle forze naturali è indispensabile per una vita integra e totale. Noi donne e uomini moderni siamo mossi dalla fretta, dal bisogno di fare ed essere performanti, sempre più lontani dal nostro “sentire”. Con il tempo ci siamo separati dai ritmi della vita naturale ed abbiamo bloccato in noi molte energie vitali che ci appartengono per diritto di nascita.
Partendo da questi presupposti, voglio raccontarvi come la danza, il ballo, il movimento, mi abbiano aiutato ad andare più in profondità dentro me stessa. Mi hanno permesso di esplorare meglio le connessioni con la natura e col mondo concreto che mi circonda, per vivere nel presente e non nella mia testa, o nel mondo digitale di cellulari e pc.
Ogni elemento della natura offre qualità e strumenti unici per navigare nella complessità del nostro mondo interiore. Attraverso questa danza consapevole impariamo a gestire le emozioni, ad onorarle e abbracciarle come parti integranti della nostra esperienza quotidiana. Ogni elemento si riflette in noi in maniera differente, danzando ciascuno di esso possiamo percepire quale ci veste meglio, quale invece è distante da noi, quale fatichiamo a capire, e abbiamo così l’opportunità di ricalibrarci e ritornare alla nostra pienezza di energie.
Ci siamo trovati una sera in una grande sala, con il pavimento in legno e una stufa che ha reso l’ambiente caldo e accogliente. Eravamo circa dieci-quindici ragazze e ragazzi giovani, più la “maestra”: colei che ci avrebbe guidato in questa “onda danzante”. Siamo partiti con “kundalini”: lo scuotimento. Ad occhi chiusi, con una musica tribale, le ginocchia semi piegate e tutto il corpo che ha iniziato a “scrollare”, come se dovesse togliersi di dosso quello che non voleva, tutti i pensieri, tutte le preoccupazioni, tutte le pesantezze. Scrollare braccia, gambe, testa, scuotere i capelli, la schiena che scende, i piedi ben ancorati a terra. È uno scuotimento concreto che fa bene al corpo, per sciogliere le tensioni, per trovarsi in quel momento lì, esattamente lì, presenti a noi e agli altri.
Abbiamo iniziato poi l’onda con il primo elemento: la terra. Danzare questo elemento evoca la compattezza e la solidità che troviamo dentro di noi, nel nostro scheletro e nei nostri muscoli.
Dopo la terra è venuta l’acqua: noi osserviamo in natura il suo fluire, ma anche dentro di noi: nei cambiamenti emotivi, nella capacità di lasciar andare morbidamente e con gentilezza.
Terzo elemento è quello del fuoco. La forza e la chiarezza dell’elemento portano in sé la qualità della trasformazione e si manifestano in noi nel plesso solare. Il fuoco è calore ed energia vitale. Ultima l’impalpabilità dell’aria, che sentiamo sulla nostra pelle fuori di noi, ma che possiamo percepire dentro come respiro; essa crea spazi sempre più ampi, leggerezza ed infinite possibilità creative.
Una serata per ricollegarci con il nostro vero io, per lasciare da parte qualunque altro pensiero, e sentire la nostra anima nel profondo e nella sua semplicità. Consiglio questa esperienza a chiunque, perché io ne ho percepito i benefici sin da subito, e credo che sia un’attività che, al mondo d’oggi, possa davvero servire a tutti.
Per informazioni riguardo le prossime “Onde danzanti”, o per avere dei chiarimenti, o semplicemente per capire un po’ di più, contatta il seguente numero, relativo all’organizzatrice!
Pinuccia Alladio, MusicArTerapeuta nella globalità dei linguaggi: 3403328039