Il 2025 è stato l’anno più caldo mai registrato, ma questo ormai sembra sorprendere poco. Tranne qualche eccezione questo è l’andamento degli ultimi anni, con ogni anno un nuovo “record”. Abbiamo ormai fatto l’abitudine alle notizie dei record battuti, così come per l’estate calda, o la più calda, o altri effetti dei cambiamenti climatici. Ci siamo completamente dentro, e ormai non fa più notizia se non per gli eventi estremi che sconvolgono maggiormente le nostre vite.

Questo nuovo record però ha fatto notizia. C’è qualcosa di nuovo, e di grave. Abbiamo superato la soglia critica degli 1.5°C. Quella soglia che gli scienziati ci dicevano di non superare, la stessa soglia sotto cui si doveva stare secondo gli accordi di Parigi firmati alla COP del 2015 in Francia.

Eppure la soglia l’abbiamo superata. Il 2025 è stato il primo anno interamente sopra l’aumento della temperatura media globale di 1.5°C.

Questo cosa significa? Siamo ormai spacciati? Moriremo tutti? La fine del mondo è vicina?

No.

Però la situazione è comunque grave. Ed è grave soprattutto perché la temperatura sta crescendo più velocemente di quanto avevamo previsto e perché i governi stanno agendo meno di quanto dovrebbero. I cambiamenti climatici sono sempre più violenti, le conseguenze dannose accadono sempre più frequentemente e noi continuiamo ad agire non curanti, senza mitigare le emissioni e senza adattarci ai danni.

L’aver raggiunto la soglia di 1.5°C non deve però farci credere di essere tutti spacciati. Come dicono spesso gli scienziati, ogni decimo di grado conta. 1.5 è grave ma è molto meno grave di 1.6, che è meno grave di 1.7 e così via. Può sembrare banale, ma non lo è. I cambiamenti climatici agiscono così e noi dobbiamo evitare che la temperatura cresca sempre di più.

1.5 significa che dobbiamo agire in fretta. Servono azioni concrete, rapide e di dimensioni e portata ingenti. Perché se non si agisce sarà sempre peggio, ma siamo ancora in tempo per non peggiorare ulteriormente la situazione.

 

Buona lotta a tutty!